Norme basilari di gestione dei rettili

dr. Diego Cattarossi

Veterinario, Direttore scientifico Tropicarium Park

I rettili sono animali da compagnia sempre più popolari nelle case degli italiani.
Questa tendenza, iniziata oramai da circa vent’anni, sta vedendo in quest’ultimo periodo una vera a propria esplosione numerica.
Le motivazioni sono molteplici, vediamo le più comuni. I rettili sono di apparente più facile gestione rispetto al cane ed al gatto perché: non devono essere portati fuori di casa, possono vivere tutta la loro esistenza all’interno di una teca, si alimentano con minor frequenza, sporcano poco e non richiedono operazioni di toelettatura, molti di loro non necessitano di compagnia dell’uomo, non soffrono la solitudine. In una sola parola sono di più semplice gestione.

Il mondo degli amanti dell’erpetofilia può essere suddiviso a grandi linee in tre mondi molto diversi tra loro: i giardini zoologici, gli allevatori ed i semplici appassionati. Gli allevatori sono spesso persone molto preparate sulla gestione dei propri animali, quindi hanno spesso una buona formazione di base anche sui temi relativi alla nutrizione. L’appassionato, che detiene solo uno o pochi animali senza finalità riproduttive, spesso acquista il proprio rettile pet sulla scorta di una emozione del momento o per una moda. Spesso commette gravi errori sia nella gestione dei parametri ambientali (temperatura, gradiente termico, umidità, ecc.) sia nutrizionali.

Il Parco Zoologico ha finalità istituzionali riconosciute dal Ministero dell’Ambiente sui temi della conservazione della biodiversità, riproduzione e scambia di specie rare, ricerca e divulgazione scientifica.
I rettili sono animali ectotermi, ovvero non sono in grado di controllare la temperatura corporea in modo autonomo, ma dipendono da fonti di calore esterne al loro corpo per termoregolare. Questa è una delle principali differenze che hanno con mammiferi e uccelli, che sono invece endotermi, cioè producono calore tramite il metabolismo. In natura i rettili si riscaldano appoggiando il loro corpo su superfici calde (es. sassi che sono stati esposti al sole) oppure attuando il basking, ossia l’esposizione diretta al sole. È ben noto come l’esposizione diretta al sole non abbia solo una funzione di termoregolazione, ma sia indispensabili in molte specie per la conversione della vit.D in forme metabolicamente attive (vit.D3) a carico della frazione ultravioletta dello spettro solare. Quest’aspetto va tenuto in debita considerazione quando si decida di allevare in rettili in ambiente domestico.

La PBT (Preferred Body Temperature) è il range di temperatura corporea preferita, che può variare notevolmente da specie a specie e in funzione della stagione o del momento della giornata. La POTZ (Preferred Optimal Temperature Zone) è invece il range di temperatura ambientale che permette al rettile di mantenere la propria temperatura corporea entro i limiti fisiologici. POTZ e PBT sono strettamente correlate, ed è importante che all’interno del terrario venga mantenuta una POTZ ottimale. Solo a queste temperature potranno svolgersi correttamente tutte le funzioni del metabolismo del rettile: digestione, crescita, funzione cardiovascolare, regolazione dell’equilibrio acido-basico, omeostasi dell’acqua, riproduzione, funzionalità del sistema immunitario.

L’allevamento dei rettili, sia in termini di riproduzione sia di semplice adozione di un singolo esemplare da compagnia, non può prescindere da un corretto utilizzo delle lampade. Quest’ultime sono strumento indispensabile per garantire una vita sana e quanto più possibile lunga ai nostri animali.

La temperatura del terrario che li ospita, così come l’umidità del terrario, sono quindi i due parametri più importanti da attenzionare in qualsiasi specie di rettile si voglia allevare. Ma quali sono le temperature migliori e l’umidità migliore per ogni singolo rettile?
La risposta non può essere univoca, perché dipende dall’ambiente di origine del rettile in questione. Possiamo quindi affermare che la temperatura migliore è quella più simile a quanto troverebbe in natura nei diversi momenti dell’anno. Lo stesso dicasi per l’umidità ambientale.

Solo conoscendo l’areale di provenienza e le fluttuazioni di temperatura che lo caratterizzino potremmo garantire al nostro pet le condizioni termiche ed igrometriche ideali. In rete si trovano molte schede tecniche per le diverse specie che indicano i range di temperatura e l’umidità ideali che ci potranno guidare nella scelta dei parametri ambientali.
A carattere generale dobbiamo ricordare che ogni rettile deve però, a prescindere dalla specie e dall’areale di provenienza, essere ospitato in una teca che garantisca un gradiente termico differenziale. Significa che non vi può essere la stessa temperatura in ogni angolo della teca, ma serve creare una “zona calda” sotto le lampade riscaldanti ed una “zona fredda” lontano dalle stesse. In questo modo l’animale potrà decidere a che temperatura esporre il suo corpo a seconda della fase metaboliche che sta attraversando (es. digestione, riposo, muta della pelle, ecc.). A titolo di esempio una zona calda a 32 C° ed una zona fredda a 20 C° garantiscono al nostro rettile i due estremi di temperatura e nelle zone intermedie anche le temperature intermedie tra zona calda e fredda.

Per garantire il gradiente termico va da sé che le lampade o altro sistema riscaldante debbano essere messe tutte ad una estremità del terrario e non separate alle due estremità (come si trova invece nella maggior parte delle teche per rettili in vendita nei negozi).

L’utilizzo delle lampade è ideale per tutti i rettili che siano soliti in natura riscaldarsi esponendosi al sole. Per i rettili che invece preferiscano scaldarsi appoggiando il corpo su superfici calde va valutato l’utilizzo di resistenze elettriche (es. tappetini riscaldanti) da posizionarsi sotto la base del terrario.

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